
I non addetti ai lavori potrebbero pensare che un interprete sia una sorta di dizionario ambulante dotato di orecchie da cui entrano parole relative a qualsiasi argomento dello scibile umano in una lingua, e di una bocca da cui escono parole in un’altra lingua in maniera automatica e senza sforzi. Ho una notizia: la realtà è molto diversa. Per fare un buon lavoro, infatti un interprete deve prepararsi.
In questo post ho parlato di quello che succede prima, durante e dopo un incarico, e in questo ho approfondito il tema della preparazione. Oggi, vorrei invece soffermarmi su uno strumento specifico utilizzato dalla maggior parte degli interpreti per la preparazione: il glossario.
Partiamo dalle basi: un glossario è un documento che raccoglie i vocaboli che più o meno verosimilmente saranno utilizzati durante un preciso incarico con le relative traduzioni nell’altra/nelle altre lingue di lavoro di quell’incontro. A seconda delle preferenze e delle abitudini di ciascun interprete, il glossario può assumere diverse formati, che qui elenco in ordine crescente in base alla complessità tecnologica dello strumento utilizzato.
Foglio di carta
Si studia l’argomento sulla base di documenti forniti dal cliente o di altri supporti cartacei o digitali e si annotano i termini a penna su un foglio di carta nelle due (o più) lingue di lavoro. Chi utilizza questo metodo sostiene che l’azione stessa di scrivere con carta e penna aiuta la memorizzazione dei vocaboli. Lo svantaggio è che i termini non possono essere spostati, ordinati o ricercati velocemente. Inoltre, un glossario cartaceo può essere smarrito o può risultare difficile da ritrovare nel caso in cui torni utile a distanza di tempo per un incarico simile.
Foglio excel
Il principio è lo stesso, ma in questo caso i termini vengono raccolti su un foglio excel, che può essere salvato sul computer, stampato e condiviso con i colleghi.
Tabella word
Simile al metodo precedente, ma con una veste grafica a mio avviso più “accessibile”.
Google sheet
Simile al foglio excel, ma con il vantaggio dato dal cloud di poter essere condiviso con colleghi e aggiornato in tempo reale.
Fin qui ho elencato le modalità di costruzione di un glossario esclusivamente manuali. Passiamo ora a modalità più automatizzate.
Intelligenza artificiale
Un altro metodo per creare un glossario è semplicemente chiedere a Chat GPT o a un altro programma di intelligenza artificiale di crearne uno, per poi copiare i risultati e incollarli su un documento (come un file excel o una tabella word). Personalmente non ho mai utilizzato questo metodo, ma chi ha più esperienza di me in materia sostiene che restringendo la ricerca con criteri molto precisi, e soprattutto controllando i risultati prodotti, l’intelligenza artificiale possa rivelarsi uno strumento utile.
Software CAI
Da qualche anno gli interpreti hanno a disposizione software dedicati per la gestione della terminologia, i cosiddetti software CAI (computer-assisted interpreting). Uno dei più noti è InterpretBank, un software che consente di creare glossari inserendo i termini manualmente, ma anche estrarre terminologia automaticamente a partire da documenti disponibili o siti web, memorizzare i vocaboli, consultarli in cabina, oltre a molte altre funzioni in costante sviluppo supportate dall’intelligenza artificiale.
Ma quindi, qual è il metodo migliore? Dipende dall’incarico e dalle preferenze personali. Ciascun interprete professionista funziona in maniera diversa. C’è chi prepara glossari stracolmi di terminologia e chi invece preferisce concentrarsi su pochi termini fondamentali. Chi preferisce carta e penna e chi invece adora la tecnologia.
Personalmente, per molti anni ho creato i miei glossari su tabelle word, ma da qualche anno sono passata a InterpretBank. L’importazione delle centinaia di glossari accumulati negli anni non è stata una passeggiata, ma per me ne vale davvero la pena. Tuttavia, per alcuni incarichi mi ritrovo ad utilizzare l’antico metodo della carta e penna, soprattutto se ci sono due o tre termini (spesso acronimi) fondamentali che ricorrono spesso durante l’incarico.
No Comments